Silvia Limongelli

Eventi “e’ arrivato sul pallone 
con il botto del cannone...”
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Progetto artistico e coordinamento per il Festival Chopin Schumann 200 anni
Progetto artistico per il Festival Liszt e Mahler – La musica è fascinazione
Collaborazione al Progetto artistico per il Festival Intorno a Debussy
 
Chopin Schumann
200 anni
... occhi di basilisco, occhi di pavone, occhi di fanciulla
Festival organizzato dal Conservatorio di Milano
in collaborazione con:
Accademia di Belle Arti di Brera
Piccolo Teatro di Milano
Società dei Concerti
con il patrocinio di:
Comune di Milano
Provincia di Milano
Consolato tedesco
Ambasciata polacca
con il contributo di:
TV2000
Ferrovie Nord Milano
 
Presidente del Conservatorio
Arnoldo Mosca Mondadori
Direttore del Conservatorio
Bruno Zanolini
Progetto artistico e coordinamento
Silvia Limongelli
Ufficio Produzione
Responsabile: Luigi Zanardi
Assistenti: Marco Seco (responsabile esecutivo per il progetto),
Paola Cavedon, Alice Kuwahara, Christopher Spiteri
Note di sala
Ettore Napoli
Ufficio stampa
Raffaella Valsecchi
Realizzazione grafica
Studio Roberto da Pozzo
Un particolare ringraziamento a:
Ottavio Minola, Lella Cuberli, Mihai Dancila, Stefan Coles, Massimo Bertola, Maria Rosa
Bodini, Davide Gualtieri, Giuseppe Leanza, Amedeo Monetti, Marco Pace, Giovanni Possio,
Paolo Rimoldi, Sergio Scappini (commissione selezioni Festival);
Sonia Bo, Annibale Rebaudengo, Edda Ponti, Massimiliano Baggio per la collaborazione alla
realizzazione del progetto;
Daniele Lombardi per la gentile concessione dell’immagine di copertina.
 
 
 “… occhi di basilisco, occhi di pavone, occhi di fanciulla”: le ragioni di un titolo poetico
 
Mentre gode della musica in un silenzio che ha qualcosa di magico, sfogliando a caso il fascicolo di un nuovo compositore, Julius – alias Julius Knorr, amico di Schumann nella vita ma, come tutti coloro che si sono poi trasformati nei personaggi delle sue recensioni, anche Schumann stesso – sente che dalla partitura cominciano a guardarlo, meravigliati, «occhi del tutto sconosciuti, occhi di fiori, occhi di basilisco, occhi di pavone, occhi di fanciulla».
Simboli della percezione come di quella parte dell’essere umano che trasmette più direttamente il contenuto dell’anima, quelli di Fanciulla parlano di purezza e di innocenza, quelli di Fiore di gentilezza e di grazia. Ma sono occhi che provocano orrore e morte quando a guardare è il Basilisco, da Borges stesso ricordato, nel suo Manuale di zoologia fantastica, come serpente di minute proporzioni che crea il deserto con il suo venefico sguardo. Punto d’incontro tra bene e male, sublimazione degli estremi, l’occhio del Pavone: per una mediazione superiore nel segno della Bellezza.
Questa immagine straordinaria, allo stesso tempo visionaria e concettuale, è suggerita dal narratore della celeberrima recensione Un’opera II, apparsa nel dicembre 1831 sulla «Allgemeine Musikalische Zeitung» di Lipsia, che apre la raccolta degli scritti critici di Schumann. L’op. 2 di cui si parla, ma che fino a quel momento non è stata rivelata, sono le Variazioni scritte da Chopin sul tema del duetto «Là ci darem la mano» dal Don Giovanni di Mozart.
La cifra poetica dei dodici appuntamenti “a tema” che il Conservatorio di Musica “G. Verdi” propone al pubblico milanese per la celebrazione dei Bicentenari della loro nascita è dunque questo frammento della recensione del 1831: scritto che ha intimamente legato, oltre la vita, Schumann a Chopin. Dodici appuntamenti che vogliono essere una festa della Musica perché, come è naturale che sia, questo Festival è innanzitutto un progetto che ha nella musica il suo elemento fondante. Però vuole essere anche un progetto culturale in senso allargato, di interazione tra le Arti. E nella ricerca di un rapporto tra musica, letteratura, teatro e immagine è nata l’idea di due significative collaborazioni. La prima, con i giovani attori della Scuola di Teatro del Piccolo, per le serate La Notte dell’idillio, della paura, dell’incanto, La Fantasia e il fantastico e Basta con le riviste musicali, in particolare e in generale!, dedicata allo Schumann critico. La seconda, con i giovani scenografi dell’Accademia di Belle Arti di Brera, per una live performance artistica inserita nel concerto Hommage à…, che prevede l’accostamento di composizioni originali di Chopin e Schumann con altre che ne rappresentano, storicamente, il ripensamento. Esperimento? Provocazione? L’improvvisazione jazzistica chiuderà la serata: fuori programma nel programma, per un avvicinamento tra i due repertori.
Questi geniali creatori sono quindi il punto di partenza di un percorso assai variegato, che spazia dai capisaldi della letteratura musicale ai lavori meno conosciuti in un costante dialogo spazio-temporale che si spinge fino al Novecento. Con creazioni ispirate al tema del Festival, per lo più inserite nell’intervallo di alcuni concerti, alla maniera antica, se non nel genere, della Serva Padrona di Pergolesi, sono presenti anche i giovani compositori del Conservatorio.
D’esordio, la ricostruzione dell’ultimo concerto di Chopin alla Salle Pleyel, avvenuto il 16 febbraio 1848, ancora un concerto “Accademia” nel senso ottocentesco del termine. Su una linea affine il programma dedicato a Il salotto culturale a Parigi nel 1830: qui gli attori principali sono gli “amici” di Chopin, da Kalkbrenner, che ne sostenne il debutto nella società aristocratica parigina, a Mendelssohn, a Liszt, fino a Thalberg, Czerny e Pixis. Seguono un’esaltazione della Sonata romantica, attraverso una maratona in tre parti in cui, specchio del futuro, tra le opere di Chopin e Schumann vengono incastonate Sonate di Skrjabin, Berg, Janá
ek, un concerto-omaggio a Paganini quale padre del virtuosismo negromantico ottocentesco, concerti dedicati alla musica da camera di Chopin e Schumann, al sentimento dell’infanzia, e così via. Protagonisti assoluti, sempre e comunque, i giovani, ai quali è dedicato questo Festival. Innanzitutto i giovani musicisti del Conservatorio o che nel Conservatorio si sono formati, ma anche i ragazzi della Scuola di Teatro del Piccolo e dell’Accademia di Belle Arti di Brera. A tutti loro, pianisti e attori, violinisti e compositori, cantanti e scenografi, a tutti, proprio a tutti, va il più affettuoso “in bocca al
lupo” e un entusiastico “grazie”.
Silvia Limongelli
 
SALA VERDI DEL CONSERVATORIO              TEATRO STUDIO
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martedì 12 ottobre 2010, ore 21.00
16 febbraio 1848: l’ultimo concerto di Chopin alla Salle Pleyel
lunedì 18 ottobre 2010, ore 19.30
La Sonata romantica
lunedì 25 ottobre 2010, ore 20.30
La Fantasia e il fantastico
sabato 6 novembre 2010, ore 21.00
La nuova era del virtuosismo: Paganini
venerdì 12 novembre 2010, ore 21.00
Schumann e Chopin cameristi
martedì 16 novembre 2010, ore 15.00
Schumann, il Novecento e il sentimeno dell’infanzia
venerdì 19 novembre 2010, ore 21.00
Il salotto culturale di Parigi nel 1830
venerdì 26 novembre 2010, ore 21.00
Hommage à ………
venerdì 3 dicembre 2010, ore 21.00
Metamorfosi e racconto
sabato 11 dicembre 2010, ore 21.00
La forma è il vaso dello spirito
Concerto sinfonico
venerdì 17 dicembre 2010, ore 21.00
Basta con le riviste musicali, in particolare e in generale!
lunedì 20 dicembre 2010, ore 20.30
La Notte dell’idillio, della paura, dell’incanto
 
 
 
Martedì 12 ottobre, ore 21.00
Sala Verdi
16 febbraio 1848: l’ultimo concerto di Chopin alla Salle Pleyel
«Chopin… non ho mai sentito questo nome… chi sarà… in ogni caso un genio»
(Florestano e Eusebio, nel 1831)
 Musiche di WOLFGANG AMADEUS MOZART, VINCENZO BELLINI, GIACOMO MEYERBEER, GAETANO DONIZETTI,  FRYDERYK CHOPIN
 
Lunedì 18 ottobre 2010, ore 19.30
Sala Verdi
La Sonata romantica
«“In ogni caso, giovani, fate che diventi luce!” E così ci separammo verso mezzanotte»
(Robert Schumann per una Sonata di Ludwig Schunke)
Musiche di FRYDERYK CHOPIN, ALEKSANDR SKRJABIN, ROBERT SCHUMANN, LEÓS JANÁČEK, ALBAN BERG
 
Lunedì 25 ottobre 2010, ore 20.30
Teatro Studio
La Fantasia e il fantastico
«Ma cosa si vuole di più, in un’epoca frastornata dagli spiriti come la nostra, se,
pur essendo coperti di veli come spiriti senza corpo, ci si arriva a riconoscere in questi campi elisi?»
(Jean Paul)
Musiche di ROBERT SCHUMANN, PAOLO BERGAMINI, FRYDERYK CHOPIN
 
La serata è organizzata in collaborazione con la Scuola di Teatro del Piccolo, corso “Evgenij Vachtangov”:
Spettacolo a cura di Emanuele De Checchi
 
Sabato 6 novembre 2010, ore 21.00
Sala Verdi
La nuova era del virtuosismo: Paganini
«Al diamante perdoniamo le sue punte; è molto costoso smussarle»
(Florestano)
Musiche di NICCOLÒ PAGANINI, ROBERT SCHUMANN, FRANZ LISZT, JOHANNES BRAHMS, R. YIGIT ÖZATALAY, FRYDERYK CHOPIN
 
Venerdì 12 novembre 2010, ore 21.00
Sala Verdi
Schumann e Chopin cameristi
«Per dipingere un fiore bastano il verde e l’azzurro, su tonica e dominante si può scrivere un valzer,
ma per dipingere un paesaggio si deve saper disporre di tutta la tavolozza»
(Robert Schumann)
Musiche di FRYDERYK CHOPIN, CLARA IANNOTTA, ROBERT SCHUMANN
 
 
Martedì 16 novembre 2010, ore 15.00
Sala Verdi
Schumann, il Novecento e il sentimento dell’infanzia
«Per forza il Puer è debole sulla terra, perché il Puer non appartiene alla terra.
La sua direzione è verticale; gli inizi delle cose sono Einfälle, lampi di genio:
ci piovono addosso dall’alto come doni del Puer, o spuntano dal suolo come Dàttili, come fiori»
(J. Hillman)
Musiche di ROBERT SCHUMANN, ARVO PÄRT, BÉLA BARTÓK, SOFIJA GUBAJDULINA, SERGEJ PROKOFEV, ARMANDO ANTHONY (detto CHICK) COREA, CLAUDE DEBUSSY
 
 
Venerdì 19 novembre 2010, ore 21.00
Sala Verdi
Il salotto culturale di Parigi nel 1830
«Non ho mai sentito il Barbiere eseguito come la scorsa settimana da Lablache, Rubini e la Malibran.
Né ho mai sentito l’Otello cantato come da Rubini, Pasta, Lablache e M.me Raimbeaux.
Come non mai, adesso a Parigi ho tutto»
(Fryderyk Chopin in una lettera a Tytus Woyciechowski, il 12 dicembre 1831)
Musiche di FRIEDRICH WILHELM KALKBRENNER, FRYDERYK CHOPIN, FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY, SANDRA CONTE, FRANZ LISZT, LISZT, CHOPIN, THALBERG, HERZ, CZERNY, PIXIS
 
Venerdì 26 novembre 2010, ore 21.00
Sala Verdi
Hommage à ...
«In ogni epoca agisce una segreta lega di spiriti affini»
(Robert Schumann)
Musiche di FRYDERYK CHOPIN, PAOLO PECIN, ROBERT SCHUMANN, JOHANNES BRAHMS, FERRUCCIO BUSONI
Fuori programma nel programma,
in dissolvenza tra jazz e improvvisazione libera su musiche di FRYDERYK CHOPIN, SERGEJ RACHMANINOV, LEÓS JAN,ÁČEK
La serata è organizzata in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Brera
a cura del Corso di Scenografia I Livello – Accadenia di Belle Arti di Brera
Spettacolo a cura del Prof. Enrico Mulazzani (Coordinatore del Triennio di Scenografia), della Prof.ssa Lidia Bagnoli, della Prof.essa Tiziana Campi, del Prof. Roberto Favaro, del Prof. Davide Petullà
 
 
Venerdì 3 dicembre 2010, ore 21.00
Sala Verdi
Metarmorfosi e racconto
«Allo spuntare dell’alba, quando Shahrazàd navigava in un mare di silenzio,
la sorella ribadì: “Quanto è appassionante il tuo discorso”.
E Shahrazàd rispose: “Ciò che ho raccontato finora non è niente
in confronto a ciò che vi dovrò narrare,
se il mio potente sire mi lascerà viva in questo mondo”»
da Le mille e una notte
musiche di FRYDERYK CHOPIN, ROBERT SCHUMANN, VITTORIO MONTALTI, ANTONÍN DVOŘÁK
 
Sabato 11 dicembre 2010, ore 21.00
Sala Verdi
La forma è il vaso dello spirito
Concerto sinfonico
«La grandezza si vede anche quando è distrutta. Provate a strappare in tanti pezzi
una Sinfonia di Gyrowetz e una di Beethoven – e adesso guardate che cosa rimane»
(Eusebio)
Musiche di ROBERT SCHUMANN, SEEICHI SHIMURA
 
Venerdì 17 dicembre 2010, ore 21.00
Sala Verdi
«Basta con le riviste musicali, in particolare e in generale!»
«Brigante! Guardando dalla finestra ti ho visto seduto davanti a un bicchiere di vino,
lì a grattarti la fronte, e alla fine ricorrere al bicchiere per trovare qualche buona idea critica.
Strano modo, davvero, di recensire …»
(Eusebio)
Musiche di FRYDERYK CHOPIN, FRANZ SCHUBERT, LUDWIG VAN BEETHOVEN, FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY, JOHANN NEPOMUK HUMMEL, FRYDERYK CHOPIN, GEORG MARTIN ADOLF VON HENSELT, FRANZ LISZT, CLARA WIECK, JOHANNES BRAHMS
Postscriptum
«La critica deve precorrere il tramonto del presente e combatterlo dal futuro» (Eusebio)
La serata è organizzata in collaborazione con la Scuola di Teatro del Piccolo
Spettacolo a cura di Emanuele De Checchi
 
 
Lunedi 20 dicembre 2010, ore 20.30
Teatro Studio
La Notte dell’idillio, della paura, dell’incanto
«L’aria spirava per i campi, le spighe ondeggiavano lievi,
i boschi stormivano sommessi, la notte era tanto stellata»
(J. von Eichendorff)
Musiche di ROBERT SCHUMANN, FRYDERYK CHOPIN, FRANZ LISZT, MICHELE SANNA, FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY
La serata è organizzata in collaborazione con la Scuola di Teatro del Piccolo
Spettacolo a cura di Emanuele De Checchi
 
 
 
 
 
Liszt e Mahler
La musica è fascinazione
Festival organizzato dal Conservatorio di Milano
in collaborazione con:
Piccolo Teatro di Milano
con il patrocinio di:
Repubblica Italiana
Consolato ungherese
Forum Austriaco di Cultura
con il sostegno di:
Banca Popolare di Lodi
Mediapartner:
Fondazione Amadeus
 
Presidente del Conservatorio
Arnoldo Mosca Mondadori
Direttore del Conservatorio
Sonia Bo
Progetto artistico
Silvia Limongelli
Ufficio Produzione
Responsabile: Silvio Moscatelli
Assistenti: Marco Seco, Paola Cavedon, Alice Kuwahara
Note di sala
Ettore Napoli
Ufficio stampa
Raffaella Valsecchi
Illustrazione e Realizzazione grafica
Martin Cambriglia
Un particolare ringraziamento a:
Stelia Doz (per la parte liederistica)
 
La fascinazione di Liszt e Mahler
Nella prefazione al “Gustav Mahler” di Bruno Walter, Pierre Boulez osserva che in Mahler “la fascinazione deriva sicuramente dalla potenza ipnotica di una visione che abbraccia con passione la fine di un’epoca che deve assolutamente morire perché un’altra rinasca dall’annientamento”. Come nel mito della araba Fenice, dalle ceneri di Mahler rinasce la musica del futuro, all’insegna, sempre più, della sobrietà. Al contrario Mahler è sovrabbondante in tutto, a cominciare dalla predilezione, nella sinfonia, per un gesto formale che porta alle più estreme conseguenze le himmlische Länge (le “lungagiggini celesti”) di Schubert. Predilige la mescolanza dei “generi”, senza distinzioni tra materiali nobili e meno nobili, addirittura le contaminazioni: l’universo vocale irrompe quasi sempre nel genere della sinfonia, ed effetti teatrali, ottenuti attraverso strumenti posti fuori scene, erodono ancor più i margini di un genere preciso. Ma naturalmente la fascinazione, in Mahler, passa soprattutto attraverso un gusto raffinato della strumentazione, un uso dei timbri orchestrali da vero maestro del colore, seducenti non meno che in Berlioz.
In cosa consiste, invece, il potere di fascinazione di Liszt? Seduttore nella vita oltre ogni limite, Liszt è come Mahler maestro di eccessi. Non a caso Schumann, recensendo nel 1939 i Grandi Studi parla di brani di “tempesta e di orrore, studi per dieci o dodici persone al massimo in tutto il mondo”, e di composizioni che bisogna necessariamente sentire e vedere. Dominatore delle folle attraverso il senso, nello stile di Paganini, grazie ad un virtuosismo portato, soprattutto negli anni ‘30 e ’40, alle più estreme conseguenze, Liszt fa di questa caratteristica il suo punto di forza nel momento in cui inventa il recital moderno, quei soliloqui musicali a cui fa riferimento nella lettera scritta nel giugno 1839 alla principessa Cristina di Belgiojoso. Ed  è eccessivo Liszt lo è anche, all’opposto, nella sua ultima fase di vita, in cui il ripensamento del passato e il sentimento religioso lo portano a desiderare una scarnificazione dell’oggetto sonoro: così giunge agli esiti estremi, rarefatti, degli anni ’80, alle due La lugubre gondola e a Nuages gris.
Ideale prosecuzione del Festival dedicato a Chopin e Schumann che ha chiuso l’attività concertistica del 2010, questo nuovo ciclo che il Conservatorio “G. Verdi” dedica alla ricorrenza del Bicentenario della nascita di Franz Liszt e del Centenario della morte di Gustav Mahler propone sette concerti “a tema” che vedranno protagonisti molti studenti ed alcuni ex-studenti del Conservatorio, ed una proiezione cinematografica a cura Francesco Leprino e Luigi Verdi.
Di complemento, ma non per questo di minore importanza, tre incontri pomeridiani: una conferenza di Paolo Petazzi e Milijana Pavlović dedicata a Mahler, l’esecuzione di un’opera di Liszt raramente proposta in sala di concerto da parte Claudio Marzorati e Maria Pia Carola, preceduta da un inquadramento musicologico di Ettore Napoli, un incontro su Liszt tenuto dal grande pianista Michele Campanella.
Ancora una volta, nell’ottica di realizzare un progetto culturale in senso allargato, la Musica, che ovviamente è l’ingrediente principale di queste manifestazioni, verrà accostata ad altre forme artistiche. Da cui, anche per quest’anno, la collaborazione con la Scuola di Teatro del Piccolo per la serata dedicata alle prime due Années de pèlerinage di Liszt, dal titolo “Appunti di viaggio”: ospiti, due dei migliori attori dell’ultimo triennio di studi della Scuola di Teatro da poco di diplomati, Matteo De Mojana ed Elisabetta Scarano.
Nuova, invece, è la collaborazione legata al mondo del cinema: il noto regista e musicologo Francesco Leprino assieme al compositore e musicologo Luigi Verdi hanno creato per noi il documentario “Piano Liszt –Un secolo di cinema con Franz Liszt”, frutto di un lungo lavoro di ricerca dei materiali- il serbatorio potenziale ammonta addirittura a trecento film- e di montaggio sapiente, che ci racconta, in un percorso che è allo stesso tempo storia e celebrazione del mito di Liszt, come l’uomo e la sua musica siano stati interpretati attraverso l’immagine. Naturalmente, per ragioni di riconoscimento iconico le composizioni cinematograficamente più sfruttate sono quelle più familiari al grande pubblico, a cominciare dalla Rapsodia Ungherese n.2 e dal Sogno d’amore n.3.  
Il Festival si apre dunque il 20 ottobre con un concerto tutto lisztiano dal tema “Angeli e demoni”: il racconto musicale della contrapposizione di Bene e Male, di Luce e Tenebra, principi opposti e complementari che trovano una sintesi ideale nell’ultimo brano in programma, la celeberrima Sonata in si minore. Anche Alfred Brendel riconosce la parentela tra la Sonata in si minore e la Faust-Symphonie e più in generale il mito di Faust. Nella Sonata, emblematica è la trasformazione del tema di Mefistofele, caratterizzato da una inquietante nota ribattuta in staccato nel registro grave del pianoforte, nel dolcissimo tema di Margherita: senza dubbio, una sapiente mutazione di maquillage.…!
Il secondo concerto, “Appunti di viaggio”, è un’esemplare avventura spirituale in cui Sénancour, Byron e Schiller diventano i filtri letterari attraverso cui giungono al musicista le suggestioni della Natura legate al paesaggio svizzero, mentre Raffaello e Michelangelo e Dante (ma che Salvator Rosa e Petrarca) ispirano un’immagine dell’Italia come luogo di eccellenza dell’Arte. Segue il concerto dedicato all’influenza della musica tzigana sul Liszt autore delle Rapsodie ungheresi (è, nel 1859, il suo criticatissimo volume, dal titolo Gli zingari e la loro musica in Ungheria) e su autori non necessariamente a lui contemporanei, come Dvořák, Sarasate, Ravel, poi il concerto che vede il liederista Mahler, autore anche del giovanile Quartettsatz, presentato in compagnia dei suoi amici della Scuola di Vienna, Berg, Webern e Schoenberg. Dopo la proiezione cinematografica, il sesto appuntamento è incentrato sul tema de “Il Sacro”, in cui centrale sarà l’esecuzione di un lavoro degli anni ’70, la Via Crucis per voci, coro e organo. In chiusura il concerto, tutto lisztiano, dedicato a “Trascendente e trascendentale”, dove l’aspirazione al virtuosismo sovrumano è messa in relazione ad un sentimento del trascendente, che negli estratti da Années de pèlerinage. Troisième Année porta a rappresentare l’Italia non più come luogo geografico ma come ideale sede della civiltà cattolica, quindi il concerto di “Coronamento”, in cui vengono interpretate pagine sinfoniche di Liszt, Ravel e Mahler.
Naturalmente il mio personale ringraziamento va a tutti gli amici e colleghi che con  le loro osservazioni e i loro suggerimenti hanno contribuito alla messa a punto del Progetto, e soprattutto ai giovani artisti che animeranno le serate di questo ciclo: a loro, il pensiero più gioioso di tutto il Conservatorio.                                                   Silvia Limongelli
 
Giovedì 20 ottobre 2011, ore 21.00
Sala Verdi
Angeli e demoni
Musiche di FRANZ LISZT
 
 
Giovedì 27 ottobre 2011, ore 21.00
Sala Verdi
Appunti di Viaggio
Musiche di FRANZ LISZT,  GIUSEPPE VERDI - FRANZ LISZT, SIMONE SCARDONI
La serata è organizzata in collaborazione con la Scuola di Teatro del Piccolo
 
 
Giovedì 10 novembre 2011, ore 18
Sala Puccini
Una rarità lisztiana: la Sonata per violino e pianoforte
ore 21.00
Sala Verdi
Spirito ungherese, spirito zigano
Musiche di ANTONÍN DVOŘÁK, FRANZ LISZT,  PABLO DE SARASATE, MAURICE RAVEL
 
 
 
Martedì 22 novembre 2011, ore 18
Sala Puccini
Conferenza: Mahler e l’Italia, Mahler e la Scuola di Vienna
ore 21.00
Sala Verdi
Mahler e la Scuola di Vienna
Musiche di ALBAN BERG, ANTON WEBERN, ARNOLD SCHOENBERG, GUSTAV MAHLER
 
 
Venerdì 25 novembre 2011, ore 21.00
Sala Puccini
Piano Liszt – Un secolo di cinema con Franz Liszt
Documentario a cura di Francesco Leprino e Luigi Verdi – Italia 2011
 
 
 
Mercoledì 30 novembre 2011, ore 21.00
Chiesa di Sant’Angelo
Il sacro
Musiche di FRANZ LISZT,  HUGO WOLF
 
Martedì 6 dicembre 2011, ore 18
Sala Puccini
Michele Campanella parla di Franz Liszt
ore 21.00
Sala Verdi
Trascendente e trascendentale
Musiche di FRANZ LISZT, SERGIO BUGEJA
 
 
 
Domenica 18 dicembre 2011, ore 21.00
Sala Verdi
Coronamento
Musiche di FRANZ LISZT,  MEHDI KHAYAMI, MAURICE RAVEL, GUSTAV MAHLER
 
 
 
 
 
Intorno a Debussy
Festival organizzato dal Conservatorio di Milano
in collaborazione con:
Serate Musicali
con il patrocinio di:
Repubblica Italiana
con il sostegno di:
UBI Banco di Brescia
 
Presidente del Conservatorio
Arnoldo Mosca Mondadori
Direttore del Conservatorio
Sonia Bo
Ufficio Produzione
Responsabile: Silvio Moscatelli
Assistenti: Marco Seco, Paola Cavedon, Irene Romagnoli
Ufficio stampa
Raffaella Valsecchi
Progetto Grafico e impaginazione
Ergonarte di Beppe Refraschini
 
Si ringrazia:
Silvia Limongelli per la collaborazione al Progetto artistico
Pinuccia Carrer per la supervisione alle note di sala di Silvia Del Zoppo e Rossella Spinosa
 
 
 
 
Venerdì 23 novembre 2012, ore 21
Sala Puccini
Une rose dans les ténèbres
Musiche di CLAUDE DEBUSSY, MAURICE RAVEL, FRANCIS POULENC
 
 
Venerdì 30 novembre 2012, ore 21
Sala Puccini
Boîte des rêves
Musiche di CLAUDE DEBUSSY
Produzione del Conservatorio “L. Marenzio” di Brescia
in collaborazione con DANZARTE
 
 
Giovedì  6 dicembre 2012, ore 21
Sala Puccini
Les Dieux antiques
Musiche di CLAUDE DEBUSSY, MAURICE RAVEL
 
 
Venerdì 14 dicembre 2012, ore 21
Sala Verdi
Baisais-je un songe?
Musiche di CLAUDE DEBUSSY, FRANCIS POULENC, MAURICE RAVEL